Sintesi liturgica Anno «A»
XXVI domenica del Tempo ordinario.
L’agire e la condotta del Signore sono retti, al contrario di quelli del popolo d’Israele: se il giusto si comporta male, muore per ciò che ha commesso. Se invece il malvagio riflette, si allontana dal male, si converte e fa il bene, vive. Il figlio che inizialmente rifiuta l’obbedienza al padre e poi se ne pente, al contrario dell’altro che dice sì ma non la fa, ha compiuto la volontà paterna. Allo stesso modo le prostitute e i pubblicani che si pentono e credono al Maestro, sono salvi. La gioia si rende piena quando c’è consolazione in Cristo, conforto e carità, comunione di spirito, sentimenti di amore e di compassione, umiltà. Queste cose bandiscono ogni rivalità e vanagloria e generano concordia ed interesse comune. P. Angelo Sardone