XXIV domenica del Tempo ordinario

Sintesi liturgica Anno «A»

XXIV domenica del Tempo ordinario.

Rancore ed ira sono tra i sentimenti più contorti ed orribili che un essere umano può portarsi dentro. Collera e vendetta sono altrettanto. Perdono e misericordia donati al prossimo, sono efficaci se prima ci si misura con Dio. Il ricordo dei precetti divini e della propria fine, fa dimenticare gli errori propri ed altrui. Gesù insegna che il perdono va dato con larghezza, senza porre un limite, tenendo conto però della verità e della giustizia, mai discompagnati da esso. Il servo che ha ricevuto il maggior condono, è dichiarato malvagio ed ha la sorte che merita, per non essere stato altrettanto generoso nei confronti di chi gli doveva ben poco. Il suo iniziale atteggiamento di umiltà e di richiesta di pietà, si tramuta in offesa sproporzionata ed eclatante. S. Paolo chiarisce che, per via di una relazione nuova immessa da Gesù nella dinamica di vita spirituale, nessuno vive e muore per se stesso; nella vita e nella morte, si vive e si muore per Cristo, il vero Signore dei morti e dei vivi. P. Angelo Sardone