712. «Insigne predicatore e patrono dei poveri e dei sofferenti»

La semina del mattino
712. «Insigne predicatore e patrono dei poveri e dei sofferenti» (Colletta della Messa di S. Antonio di Padova).

La Chiesa ricorda oggi uno dei Santi più noti ed invocati di tutti i tempi e in tutto il mondo: S. Antonio di Padova. I secoli che distanziano da oggi la sua vita e la sua opera, sono pieni di attestati di grazie e devozione singolare ovunque, anche in nazioni non cristiane. Noi Rogazionisti e Figlie del Divino Zelo siamo «antoniani» soprattutto per la devozione del Pane di S. Antonio che nei nostri Orfanotrofi, è “qualche cosa di sorprendente: una vera specialità” (S. Annibale M. Di Francia). Sin dall’inizio la nostra Opera ha ricevuto da Lui il sostegno materiale attraverso le contribuzioni dei benefattori che chiedono preghiere dagli orfani ed assicurano, attraverso la forma del pane, la solidarietà ed il sostegno materiale. Così il santo Taumaturgo è entrato di diritto nella nostra Opera come grande risorsa per gli orfani ed i poveri, e grande conforto per tutti quelli che, per la sua intercessione, aspettano grazie dal cielo. S. Annibale definì S. Antonio «celeste Rogazionista» per il suo profondo legame col carisma della preghiera per le vocazioni. Provvidenzialmente la liturgia odierna riporta proprio il Vangelo del Rogate. La sua grandezza spazia a 360° con un’eccezionale cultura biblica e teologica, un’attività pastorale di alta qualità e soprattutto una santità di vita sempre attuale perché fondata sull’amore per Dio e il Prossimo. Auguri a tutti coloro, uomini e donne, che portano il suo nome, che significa «altamente tuona, simile a tromba squillante» (Vita Prima di S. Antonio 5,12). La testimonianza del grande Santo e la sua protezione facciano conseguire i desideri e le richieste, prima di tutto di una vita serena, guidata ed illuminata dalla grazia di Dio. P. Angelo Sardone