676. «La messe è molta ma sono pochi gli operai. Pregate dunque»

La semina del mattino

676. «La messe è molta ma sono pochi gli operai. Pregate dunque» (Mt 9,37-38).

La quarta domenica di Pasqua, detta del “buon pastore”, sin dal 1964 per volere di S. Paolo VI, è la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, giornata rogazionista per eccellenza, fondata sull’esplicito comando di Gesù: «Pregate il Signore della messe perché mandi gli operai nella sua messe» (Lc 10,2). Questa disposizione evangelica, rimasta pressoché sconosciuta per 19 secoli, è stata evidenziata e promossa con tutte le forze e l’azione apostolica e carismatica dal sacerdote messinese S. Annibale Maria Di Francia (1851-1927). La Chiesa lo ha dichiarato perciò «insigne apostolo della preghiera per le vocazioni, zelante maestro ed autentico anticipatore della moderna pastorale vocazionale». Le due Congregazioni da lui fondate, i Rogazionisti del Cuore di Gesù e le Figlie del Divino Zelo, unitamente a tanti laici, mentre si impegnano con voto all’obbedienza al «divino comando», promuovono e diffondono nel mondo lo spirito della preghiera e dell’azione per le vocazioni (rogatio-actio) perché non manchino mai alla Chiesa le vocazioni, in particolare quelle di speciale consacrazione: sacerdoti, consacrati e consacrate, claustrali, coniugi cristiani, consacrati nel mondo. Il dovere di pregare per le vocazioni appartiene a tutta la Chiesa: purtroppo questa preghiera non è ancora molto conosciuta, apprezzata e propagata. Un impegno più convinto di tutti, può e deve andare oltre la semplice organizzazione e, soprattutto, deve partire dalle ginocchia. Spesso all’origine di una vocazione di speciale consacrazione c’è una mamma, autentica “buona operaia della messe”: con la sua sensibilità e generosità promuove ed accompagna la donazione di un figlio o di una figlia al Signore ed alla Chiesa perché diventi strumento di grazia e di salvezza. Auguri a tutte le mamme in terra o nel cielo, nel giorno della loro festa, in particolare a quelle che hanno donato i loro figli al servizio di Dio nella Chiesa ed anche a coloro che, pur non generando col corpo, generano con frutto nello Spirito. P. Angelo Sardone