1245. «Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re»

La semina del mattino
1245. «Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re» (Dn 2,36).

Così rispose al re Nabucodonosor, Daniele, da lui interpellato per interpretare il sogno che lo aveva tanto agitato e reso insonne. Gli indovini ed i maghi della corte non erano riusciti a dare alcuna spiegazione, anzi proprio per questo erano stati condannati a morte. Il saggio Daniele venuto a conoscenza di ciò implorò di non ucciderli e si propose a dare risposte al re dopo aver invocato il Signore che gli rivelò il pieno significato. Si tratta del celebre sogno della grande statua umana, enorme e splendente con le varie parti del corpo composte da materiale diverso: la testa d’oro, le braccia ed il petto di argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro ed i piedi in parte di ferro ed in parte di creta. È la prima delle allegorie di Daniele che descrive la successione degli imperi, babilonese, persiano, medo e greco, in forma decrescente adoperando l’immagine dei metalli secondo le età del mondo. I regni crolleranno all’avvento del regno messianico fondato su Dio, per la pietra misteriosamente staccata dal monte. Dinanzi alla puntuale spiegazione il re si piegò con la faccia a terra esaltando Dio come signore dei signori e dio degli dei e si prostrò davanti a Daniele costituendolo governatore della provincia babilonese. L’intelligenza e la sapienza che vengono da Dio, premiano la fedeltà e l’impegno perseverante nel bene, rendendo profeti coloro che si sottomettono a Lui e diventano interlocutori ricercati e strumenti risolutori di problemi e situazioni storiche ed umane. P. Angelo Sardone