La semina del mattino
1997. «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso» (At 18,9).
La permanenza di Paolo a Corinto fu di un anno e mezzo. Durante questo tempo, ebbe modo di scrivere le due lettere agli abitanti di Tessalonica. L’arrivo di Timoteo e Sila dalla Macedonia diede più sicurezza al suo votarsi completamente alla predicazione perché probabilmente avevano portato con sé delle elemosine. Il suo impegno costante, soprattutto con i Giudei, era quello di dimostrare, Scritture alla mano, che Gesù è il Messia. Nonostante la ferrea opposizione dei Giudei e la nota rilassatezza di costumi nella città, il Signore aggregava tra i cristiani numerosi pagani che si convertivano, e tra questi anche molti schiavi. Paolo si trasferì presso la casa di Tizio Giusto. Il capo della sinagoga locale, Crispo si convertì con l’intera sua famiglia e fu battezzato. La presenza continua del Signore in questa opera di evangelizzazione gli fu rivelata una notte quando Gesù gli apparve assicurando di essere con lui e che nessuna mano si sarebbe alzata contro di lui. D’altronde, anche le autorità locali non vedevano nulla che potesse turbare l’ordine pubblico, anzi respingevano accuse legate a nomi ed usanze ebree. Ultimata la predicazione, insieme con Priscilla e Aquila si diresse verso la Siria. Instancabile nel suo peregrinare, Paolo coinvolge questo nucleo familiare che gli sarà di grande aiuto. Quanto è bello che nella Chiesa di oggi si individuino persone disponibili a mettersi sui passi dell’evangelizzazione prestando aiuto e coinvolgendosi nell’azione catechetica e testimoniante! P. Angelo Sardone