1995. «Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano»

La semina del mattino

1995. «Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano» (At 17,30). Continuando il suo viaggio, Paolo giunge ad Atene, città idolatra, centro indiscusso della cultura antica con circa 5000 abitati. Anche qui Paolo, adattandolo all’ambiente, presenta il messaggio evangelico. Sarà l’unica città nella quale egli non soffrirà persecuzioni da parte di alcuno me neppure riuscirà a raccogliere qualche frutto. Girando per le strade osservava i vari monumenti, notava tanti idoli e le tracce dell’antica cultura di una città che era ancora luogo di sviluppo della filosofia. Si fermava nella locale sinagoga parlava nel mercato con quanti vi capitavano e coinvolgeva anche stoici ed epicurei i quali non ammettevano la storia della salvezza, né tanto meno interventi soprannaturali. Anzi lo ritenevano un seminatore di chiacchiere, un perditempo che andava in giro a comunicare la sua dottrina. Lo portarono comunque dinanzi al gran consiglio della città, detto Areopago, che teneva i suoi incontri lontano dalla folla. E qui Paolo tiene una vera e propria catechesi adatta ad un ambiente pagano abbastanza colto. Le sue reminiscenze di poeti e filosofi lo attestano chiaramente, nell’intento di dimostrare che la ricerca di Dio è lo scopo finale dell’esistenza umana. Tutto il tempo precedente all’attuale è codificato da Paolo come tempo di ignoranza, di una non vera conoscenza di Dio che viene superato ora con l’avvento di Cristo accreditato davanti a tutti e risuscitato da morte. Quest’ultima espressione destò negli ascoltatori tanta ilarità e la promessa di ascoltarlo un’altra volta. Come a dire: non ci interessa, non è cosa per noi. Succede anche oggi, anche nei nostri ambienti paganeggianti. P. Angelo Sardone