La semina del mattino
1992. «Alcuni di noi ai quali non avevamo dato alcun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi» (At 15,24).
Le tappe di evangelizzazione sono segnate da contrasti determinati da intraprendenti e zelanti neo-cristiani. Pagano le spese non soltanto i neofiti inseriti per grazia in un nuovo dinamismo di vita e di fede, ma anche gli stessi missionari Barnaba e Paolo che devono subire assurde angherie verbali. Ciò succede quando la fede non si è radicata in maniera stabile e coerente, mettendo da parte il passato ormai superato dalla nuova concezione di vita proposta da Gesù. I credenti ebrei non avevano lasciato definitivamente le antiche concezioni, radicati com’erano nella legge mosaica e nelle relative prescrizioni soprattutto in fatto di circoncisione. Ciò determinava una sorta di radicalismo nelle pratiche religiose che risultavano difficili se non assurde per i pagani che si convertivano alla fede cristiana. La mentalità di Paolo, stravolta dall’incontro con Cristo, ormai era completamente aperta e disponibile a proporre col buonsenso le cose essenziali che erano interiori e non si fermavano a quelle esteriori, talora cavallo di battaglia e la misura dell’autentica fede dei Giudei. Capita anche oggi che zelanti assertori di posizioni religiose più che radicali, talora anacronistiche, senza rendersi conto dell’inadeguatezza di certe espressioni e non tenendo affatto conto delle sagge indicazioni del Magistero della Chiesa, si fanno paladini di espressioni e modi di agire che servono solo per turbare e sconvolgere gli animi. Occorre tanta prudenza da parte di tutti e, soprattutto, rinnovata obbedienza alla Chiesa. P. Angelo Sardone