1991. «Percorrendo le città trasmettevano loro le decisioni prese dagli Apostoli e dagli anziani di Gerusalemme perché li osservassero»

La semina del mattino
1991. «Percorrendo le città trasmettevano loro le decisioni prese dagli Apostoli e dagli anziani di Gerusalemme perché li osservassero» (At 16,4).

Il cammino missionario di Paolo e le tappe di evangelizzazione si arricchiscono di presenze di collaboratori fidati ed efficienti. È il caso di Timoteo, figlio di una giudea credente e di un greco. Paolo lo fece circoncidere per non avere problemi proprio con i Giudei. Lo riterrà «vero figlio nella fede», lo incaricherà per alcune delicate missioni apostoliche e lo costituirà infine vescovo di Efeso. Con lui l’Apostolo che ha ormai un ruolo di primaria importanza nell’evangelizzazione, percorre le città e trasmette con fedeltà le decisioni del Concilio di Gerusalemme perché siano eseguite in spirito di ubbidienza e di condivisione. I credenti crescono di numero e si rafforza in loro la fede. È il miracolo dell’obbedienza e della intelligente presa di coscienza dei valori che regolano la risposta alla fede, tenendo conto, con criteri di razionalità e buonsenso, che non si possono imporre modi di fare ed esigere adesione in fatto di usi e costumi ormai superati da un nuovo modo di vedere e concepire la vita a seguito della predicazione di Gesù. Le decisioni sono sagge perché sono state prese con l’avallo dello Spirito Santo e le considerazioni opportune fatte dagli esponenti più in vista del consesso apostolico. La forza di tali indicazioni nasce proprio dal fatto che c’è di mezzo lo Spirito che fa sentire la sua voce che supera le posizioni umane velate di opportunismo e simpatie che generano solo dissidi e confusione. Lo Spirito parla sempre, ieri come oggi. Occorre avvertirlo e disporsi ad obbedire con fiducia per il maggior bene della vita della Chiesa e di ogni singolo cristiano. P. Angelo Sardone