1990. «Queste le cose necessarie da osservare: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime»

La semina del mattino
1990. «Queste le cose necessarie da osservare: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime» (At 15,29).

Il primo Concilio, detto di Gerusalemme, fu tenuto per discutere alcune questioni sorte a seguito della predicazione degli Apostoli, e, particolarmente di Paolo, ai pagani. Gesù con l’annunzio del Vangelo, aveva sconvolto gli equilibri e la prassi religiosa determinati dall’osservanza della legge mosaica, pur avendo affermato di non essere venuto ad abolire, ma a darne compimento. L’insegnamento degli Apostoli, appreso direttamente dal Maestro e quello di Paolo ricevuto in visione, mirava a diffondere prima tra i Giudei e poi tra i pagani, quella che sembrava una nuova dottrina. I pagani accoglievano e si mettevano in riga per la pratica. Le ostilità erano determinate, come era comprensibile, dai Giudei e, soprattutto dai capi religiosi. Le questioni erano legate fondamentalmente alla pratica dalla circoncisione ed all’uso di prodotti consentiti nell’alimentazione. Alcuni erano del parere di imporre queste pratiche anche ai convertiti, altri, come Paolo, di lasciarli assolutamente liberi e non imporre nulla. Necessitava un consulto appropriato che poteva venire da un’assemblea qualificata come quella degli Apostoli e degli Anziani di Gerusalemme. E così fu. Dopo attenta discussione introdotta da Pietro e l’intervento di Giacomo, uno dei responsabili della Chiesa di Gerusalemme noto per la sua rigidità nell’osservanza della legge mosaica i fu la deliberazione che doveva essere riferita a voce unitamente ad una lettera, un documento di autenticità dell’illustre consesso. Da allora analoga procedura si è ripetuta per tutti i secoli. P. Angelo Sardone