Sintesi liturgica Anno «A»
IIª domenica di Pasqua, o della Divina Misericordia.
La prima comunità cristiana a Gerusalemme si configura in un’impostazione nuova basata sull’assiduità con quattro pilastri: l’ascolto degli insegnamenti degli Apostoli, la comunione fraterna, la frazione del pane, ossia l’Eucaristia, e le preghiere. Il resto lo fa il Signore aggregando ogni giorno un buon numero di fedeli. La duplice apparizione di Gesù nel Cenacolo a porte chiuse, testimonia la verità dello sconvolgente evento, la sera stessa della resurrezione ed otto giorni dopo, quando è presente anche l’apostolo Tommaso. La consegna è molteplice: il dono della pace, l’invio in missione, il dono dello Spirito Santo, il potere di rimettere i peccati. Tommaso è sopraffatto dalla fede: «Mio Signore e mio Dio!» è la conclusione del suo sofferto itinerario. La risurrezione di Cristo dai morti genera speranza viva, eredità incorruttibile, limpida ed immarcescibile, gioia indicibile e gloriosa che fa superare le afflizioni, fede autentica e preziosa che fa amare Cristo e credere in Lui in vista della propria salvezza. Sin dall’anno 2000 per volere di S. Giovanni Paolo II si celebra oggi la Festa della Divina Misericordia. P. Angelo Sardone