2422. «Marta, Maria e Lazzaro: una premurosa dedizione d’amore»

La semina del mattino
2422. «Marta, Maria e Lazzaro: una premurosa dedizione d’amore».

La Chiesa ricorda oggi in un’unica celebrazione i tre fratelli di Betania, a pochi chilometri da Gerusalemme, grandi amici di Gesù. Nella loro casa, infatti, il Maestro spesso si fermava a riposarsi e condivideva con loro momenti semplici ed intensi di vita familiare. Il vangelo di Giovanni sottolinea lo spirito di amicizia, di fraternità e di amore ed afferma che Gesù li amava: Marta, infatti, gli offriva generosa ospitalità mettendosi in tutto a sua disposizione; Maria ascoltava docilmente la sua parola, postasi ai suoi piedi; Lazzaro, già morto da quattro giorni, uscì prontamente dal sepolcro, obbediente a Lui. È stata così superata dagli studi moderni la tradizionale incertezza della Chiesa sull’identità di Maria identificata con la Maddalena a cui Cristo apparve dopo la sua resurrezione, la sorella di Marta, la peccatrice a cui il Signore ha rimesso i peccati. Papa Francesco ha tenuto conto di questo e dal 2021 ha voluto unificare in un’unica memoria i tre fratelli. Maria è ai piedi di Gesù; Marta era in piedi davanti al Maestro presa dai servizi; Lazzaro si rimette in piedi levandosi dal sepolcro all’ordine perentorio di Cristo. L’affanno di Marta è compensato in unità ed armonia, dalla scelta della quiete da parte di Maria, dalla testimonianza silenziosa di Lazzaro. Contemplazione, azione e testimonianza, sono i cardini della vita cristiana nel mondo: servizio di carità, ascolto della Parola e dichiarazione silenziosa di fede matura, sono gli efficaci strumenti che oggi possono convincere il mondo. Auguri a tutti coloro che portano i loro nomi, perché comprendano sempre meglio il valore e la sacralità dell’ospitalità che spesso riserva la sorpresa di incontrare lo stesso Gesù Cristo. P. Angelo Sardone