2387. Solennità della natività di S. Giovanni Battista

La semina del mattino
2387. Solennità della natività di S. Giovanni Battista. È attestata sin dai tempi di S. Agostino (354–430) e dal sec. VI, preceduta da una «vigilia».

Insieme con Gesù e la Vergine Maria, S. Giovanni Battista è l’unica persona di cui la Chiesa celebra la nascita, avvenuta, secondo la Tradizione, ad Ain Karem, dove abitavano i suoi genitori Zaccaria, sacerdote, ed Elisabetta, discendente di Aronne, e dove si era recata la stessa Maria da Nazaret, già incinta. Preannunziata dall’Angelo Gabriele a suo padre, la sua nascita avvenne in modo miracoloso, dal momento che sua madre Elisabetta era sterile, sei mesi prima della nascita di Gesù a Betlemme. Il nome stesso di Giovanni, «Dio ha avuto misericordia», affermato da Elisabetta e confermato da Zaccaria che per non aver creduto era rimasto fino allora muto, fu imposto dall’Alto quasi ad indicare la sua missione: pieno di Spirito santo fin dal grembo materno, l’ultimo ed il più grande dei profeti del Vecchio Testamento, fu destinato ad essere il precursore di Cristo quando lo indicò come «l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!», lo battezzò al fiume Giordano e lo riconobbe come il Salvatore. La sua attività, preceduta da un tempo di solitudine nel deserto, in preghiera e penitenza, iniziò intorno all’anno 27-28 d.C. predicando la conversione e il perdono dei peccati, quasi un novello Elia. Egli sarà «la voce» che prepara la strada alla Parola, ossia il Verbo eterno, Gesù. Giovanni Battista, cioè il battezzatore, è «il più grande tra i nati di donna» ed il più raffigurato nell’arte di tutti i secoli, di solito con una pelle d’animale e, in mano, un bastone che termina a forma di croce, oltre che bambino, Giovannino, che gioca con il piccolo Gesù. Auguri a tutti coloro che portano il suo nome o le diverse varianti, perché testimonino ciò che esso significa: «Dio è propizio». P. Angelo Sardone