La semina del mattino
2349. «Il tuo Figlio oggi è asceso alla tua destra sotto gli occhi degli apostoli».
La Chiesa celebra oggi il mistero dell’Ascensione di Cristo col suo corpo al cielo. É il compimento della Pasqua che precede il dono dello Spirito Santo che guiderà la Chiesa nel suo nascere e nella sua affermazione nel tempo e nella storia. É significativo il numero simbolico di 40 giorni passati dalla Pasqua, che richiama numerosi eventi della Scrittura contrassegnati da questo numero, in giorni ed in anni. Subito dopo la risurrezione Gesù, il Signore e Cristo, é apparso tante volte agli Apostoli e ad altre persone scelte. La documentazione prodotta dagli Evangelisti evidenzia la presenza di Gesù come a consolidare gli insegnamenti che aveva dato e preparare i suoi seguaci con immediatezza al distacco fisico da Lui. Luca riporta con dovere di storico, la cronaca degli ultimi avvenimenti prima del commiato. Gesù sta a tavola (il verbo adoperato richiama l’azione di stare uniti), e fa le ultime raccomandazioni rispondendo anche all’interrogativo di una prossima restaurazione del Regno di Dio e chiarendo che tutto questo appartiene al Padre. Poi, verso il Monte degli ulivi, nei pressi di Betania, scompare ai loro occhi in una dinamica teofanica che richiama altri analoghi eventi del Vecchio Testamento. Una nube lo sottrae ai loro occhi. Il dispiacere provato dagli Apostoli che seguono con gli occhi la sagoma fisica di Cristo che scompare tra le nuvole, viene attutito dalla presenza di due uomini in vesti bianche, sicuramente due angeli, che li rassicurano: «Cristo tornerà sulle nubi del cielo come é andato via». Il distacco fisico è compensato dalla presenza reale di Cristo nel mistero della Eucaristica, nella sua Parola, nella Chiesa, nei poveri. Bisogna saperlo riconoscere! La solennità odierna non esclude il ricordo devoto di S. Pasquale Baylon (1540-1592), umile frate alcantarino e mistico, analfabeta e pur «teologo dell’Eucaristia». Auguri a tutti coloro che ne portano il nome. P. Angelo Sardone