La semina del mattino
2346. «Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli» (At 1,26).
Nel Cenacolo di Gerusalemme, dove gli Apostoli erano radunati insieme con Maria subito dopo la risurrezione di Cristo, si verificano gli eventi che segnano l’inizio della Chiesa. Il primo di questi, secondo quanto già previsto dai Salmi 69 e 109, è l’integrazione nel gruppo degli Apostoli, veri depositari della missione del Risorto, di Mattia al posto Giuda Iscariota. L’iniziativa è presa da Pietro nel suo ruolo di Capo degli Apostoli in mezzo a circa 120 persone. Dato per scontato che quanto si era verificato aveva adempiuto il piano di salvezza voluto da Dio attraverso Gesù Cristo, alla luce della Scrittura, propone che uno del gruppo più allargato di coloro che sin dal tempo «in cui dimorò il Signore Gesù, dal battesimo di Giovanni fino alla ascensione di Cristo al cielo», in grado di testimoniare su tutti i fatti di Gesù e, particolarmente, la sua risurrezione, prenda il posto di Giuda. Ne propongono due, Giuseppe detto Barsabba e Mattia, molto probabilmente uno dei 72 discepoli inviati da Gesù. Si prega su di loro chiedendo al Signore di indicare Lui chi deve essere il prescelto. Gettano la sorte che cade su Mattia che viene aggregato agli Apostoli. Oltre questo episodio, di lui non si sa più nulla. La tradizione riporta che predicò il Vangelo in diverse regioni e morì martire ucciso con un’alabarda. Auguri a coloro che portano questo bel nome che dall’ebraico significa «uomo di Dio», perché la loro identità ed il loro ruolo nella società e nella Chiesa, ricompatti sempre il numero mancante e segni la pienezza con la sua presenza testimoniante e la sua azione integrata. P. Angelo Sardone