La semina del mattino
2338. «Fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione» (At 15,2).
La controversia di Paolo e Barnaba con i Giudei convertiti al cristianesimo, diventa sempre più aspra. La nuova situazione di vita e di salvezza che sgorga dal mistero della morte e risurrezione di Cristo stenta ad entrare nelle menti di coloro che, formati alla scuola di Mosè e della Legge, non accettano in nessun modo che la pratica della circoncisione non sia adottata dai pagani che si convertono. Si aggiunge il fatto che alcuni Giudei per nulla incaricati dalla Chiesa di Gerusalemme sono giunti ad Antiochia e ribattono questa tesi. Il problema comincia a diventare grave ed a suscitare divisioni ideologiche e confusione tra i cristiani. La città di Antiochia, proprio per mezzo dei due missionari, era diventata una roccaforte ed un centro propulsivo di queste ragioni. Non sarebbe stato mai possibile per la mentalità greca adattarsi a quella giudaica e la prescrizione sarebbe risultata inattuabile. Il nuovo messaggio proclama che la salvezza viene dal Nome di Gesù. Siccome non si trova alcun compromesso, anzi si rischia di creare scandalo per i neo-convertiti si pensa di inviare i due a Gerusalemme a confrontarsi direttamente con gli Apostoli. Sono questi i prodromi del Concilio di Gerusalemme che darà una risposta concreta avallando la tesi di Paolo. Nella vita della Chiesa si ripresentano questioni che possono generare divisioni e confusioni. È sempre l’alto Magistero del papa e dei Concili a chiarire e definire ogni cosa. Non bisogna dimenticarlo. P. Angelo Sardone