2297. «Ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te usciranno dei re»

La semina del mattino

2297. «Ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te usciranno dei re» (Gen 17,6).

Nell’introduzione alla Sacra Scrittura, si studia l’esistenza di quattro tradizioni scritturistiche (jahvista, elohista, deuteronomista, sacerdotale) che sono la base del Pentateuco, cioè i primi cinque libri della Bibbia. In particolare, oltre che nel racconto della creazione, nella storia di Abramo e dell’Alleanza che Dio stringe con lui, si fa riferimento a due tradizioni che narrano i procedimenti dell’alleanza. I criteri adoperati da Dio sono simili a quelli delle comuni alleanze tra popoli o singole persone con un cerimoniale significativo. La «tradizione sacerdotale» riporta a brevissima distanza da quanto raccontato dalla fonte jahvista, l’Alleanza di Dio con Abramo, con la singolare richiesta della circoncisione, quando egli ha la bellezza di 99 anni, ed obblighi di perfezione morale. Sarà il segno che richiamerà a Dio la sua alleanza, ed all’uomo la sua appartenenza al popolo scelto da Dio e tutti gli obblighi che ne derivano. Dio gli cambia il nome da Abram in Abraham che significano rispettivamente «grande quanto suo padre» e «padre di una moltitudine». Il cambiamento del nome, nella mentalità biblica, implica anche cambiamento di destino. Il grande patriarca è obbediente in tutto. Ciò gli varrà la fecondità e la grandezza fra tutti i popoli, nonostante che Abramo non abbia figli e sua moglie è sterile. Alla benedizione che richiama l’abbondanza e la prosperità, si aggiunge l’origine dei popoli, di Israele e anche di altre nazioni, e la nascita da lui persino di re. Abramo si abbandona a Dio con fede. Ciò è degno di ammirazione, ma anche di emulazione. P. Angelo Sardone