2266. «Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo»

La semina del mattino
2266. «Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo» (Lev 19,2).

Il Levitico è il terzo libro della Bibbia, e, come interrompendo la sequenza storica, ha un carattere quasi unicamente legislativo. La sua quarta parte è denominata «il Codice di santità» risalente molto probabilmente alla fine dell’era monarchica, una sezione che contiene le norme morali, religiose e sociali che Dio tramite Mosè dà al suo popolo, a partire da quelle quotidiane che fanno riferimento proprio alla sua santità. Dio si presenta come modello e la santità del popolo deve rispecchiare la sua: ciò non ha una rilevanza astratta, ma indica ciò che il termine santo significa: separato, staccato, consacrato, diversamente dagli altri popoli. Il tema viene sviluppato con una serie di precetti che a primo acchito potrebbero sembrare tutti al negativo, essendo preceduti da un rigido «non», si muove sul piano di tutta la vita quotidiana ed abbraccia la giustizia sociale, il rispetto dei genitori, l’onestà, l’amore per il prossimo. Gli elementi prescritti non sono nuovi, richiamano quelli dei Comandamenti e non vogliono opprimere l’uomo ma elevarlo. Partendo dalla santità intesa come partecipazione alla vita di Dio che è il santo per eccellenza, invitano a vivere in maniera simile a Lui, riflettendo nelle proprie azioni, quelle concrete di ogni giorno, il modo di essere di Dio: amare, perdonare, praticare la giustizia, essere sinceri, rispettare i genitori, aiutare i poveri, non mentire, non spargere calunnie. Il tutto in una dinamica relazione che parte prima di tutto da Dio, si riverbera nei fratelli ed aiuta a diventare pienamente se stessi. Può essere una buona griglia per un ottimo esame di coscienza. P. Angelo Sardone