2462. «Partorirà colei che deve partorire»

La semina del mattino
2462. «Partorirà colei che deve partorire» (Mi 5,2).

Non avendo un testo proprio e canonico che attesti la nascita della Beata Vergine Maria, la Liturgia inserisce nelle letture della Messa odierna, la profezia messianica di Michea che afferma che «partorirà colei che deve partorire». L’allusione è per Maria di Nazaret che genera alla vita umana Gesù. La nascita di Maria è invece attestata da un testo apocrifo, il cosiddetto Protoevangelo di Giacomo che ha contribuito certamente allo sviluppo di questa devozione. In esso si afferma che «compiuti i suoi sei mesi, come l’angelo aveva detto, Anna diede alla luce una femminuccia e la pose a giacere». Fu così adempiuto il desiderio e la richiesta fiduciosa che insieme con suo marito Gioacchino, entrambi avanzati in età, aveva presentato al Signore. La festa della Natività di Maria è di origine orientale e fu introdotta nella Chiesa latina dal papa S. Sergio I alla fine del sec. VII. La Spiritualità Rogazionista annovera come «singolare» la devozione a Maria Bambina, trasmessa direttamente dal santo Fondatore Annibale Maria Di Francia il quale, non solo aveva un grande trasporto per lei corredato da iniziative, industrie spirituali e tanti scritti, ma ebbe il privilegio di ricevere l’apparizione della «Bambinella», come amabilmente la invocava, il giorno prima della sua morte, 31 maggio 1927. La festa è preceduta da una novena che si conclude con la veglia la notte della vigilia e la processione per gli ambienti della comunità. In ogni Casa religiosa maschile e femminile è possibile venerare la statua della Madonna Bambina adagiata dentro una culla ornata di luci e tulle, bellissima da contemplare nella sua semplicità e dolcezza. P. Angelo Sardone