2446. «Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto»

La semina del mattino

2446. «Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto» (Is 22,19).

Questa dura espressione, tramite il profeta Isaia, il Signore la rivolge a Sebnà, amministratore ed alto funzionario del palazzo reale di Gerusalemme, per annunciargli la deposizione e la sostituzione con il fedele Eliakìm. Sebna aveva infatti una posizione di rilievo, «maggiordomo del palazzo», dotato di grande autorità, quasi un privilegio personale, ma pensava solo alla sua gloria. Usava il suo prestigio per costruire la sua grandezza, volendo realizzare per sé una tomba di lusso nella roccia, quasi ad assicurarsi una memoria ed un posto nella storia, attraverso un monumento imperituro. Dal momento che il potere gli era stato affidato da Dio e non era un possesso personale, ma una responsabilità per il bene degli altri, Dio stesso lo riprende aspramente togliendogli la carica, il potere e l’autorità, e rovesciandolo dal suo posto di gloria che sarà preso da Eliakìm. Il Signore definisce quest’ultimo «suo servo» ed a lui, riconosciuto come padre, saranno affidate le chiavi della casa di Davide. Una posizione così elevata non garantisce che rimanga per sempre, soprattutto quando è espressa senza veli come potere su tutto. In questa maniera è sotteso un criterio nuovo per l’amministrazione delle cose e delle persone: il potere non come dominio ma come servizio, non come comando ma come responsabilità nel prendersi cura soprattutto delle persone affidate alle proprie responsabilità. Ciò in famiglia, nella società, negli ambienti di lavoro, nelle comunità parrocchiali e religiose. A volte una chiave aperta o chiusa può cambiare in bene o in male la vita di una persona, stravolgerla, soffocarla o indurla a gesti scellerati. Chi comanda non riceve semplicemente un privilegio, ma una grave responsabilità col compito di decidere, amministrare, custodire e diventare un punto stabile per la comunità. Se si sapesse bene questo, si sarebbe meno incoscienti a desiderare ruoli ed autorità a tutti i costi! La odierna memoria di S. Rosa da Lima cede il posto alla solennità liturgica della domenica. Auguri a tutte coloro che portano il nome di Rosa e suoi derivati. P. Angelo Sardone