La semina del mattino
2395. «La Santissima Vergine Immacolata Celeste Superiora».
Anticamente il 2 luglio si celebrava la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, ora trasferita al 31 maggio. Nell’Opera rogazionista, a seguito della festa eucaristica del Primo Luglio, stante anche il titolo che S. Annibale dava alla Madonna, si ricorda oggi Maria «Divina Trionfatrice», titolo a lei dato il 1936 da P. Francesco Vitale, successore del Di Francia, nel 50° anniversario delle Feste del Primo luglio. Qui a Matera da antichissima data, il 1389, si festeggia oggi la Madonna col titolo della Bruna, una solennità molto sentita a livello ecclesiale e civile. Si dice abitualmente che la città vive tutto l’anno in preparazione a questa data ed a questa festa, che è caratterizzata innanzitutto dalla costruzione di un apposito carro in cartapesta con specifico tema, la solenne novena, la processione per le vie della città. A conclusione si tiene il cosiddetto «strazzo», un evento vero e proprio di assalto e distruzione totale del carro trionfale, dove chi può, guadagna un pezzo del manufatto come trofeo e ricordo beneaugurante. Il culto è legato ad un affresco conservato in cattedrale, dove Maria indica Gesù che ha nella manina un cartiglio, e anche a diverse statue. Il titolo deriva probabilmente da un termine longobardo brùnja, che significa «corazza, difesa». La leggenda narra che un contadino, di ritorno a Matera col suo traino, diede il passaggio ad una giovane sconosciuta. Giunti a «Piccianello», un rione periferico, la donna gli chiese di consegnare un messaggio al vescovo e poi scomparve. In esso era svelata la sua identità: era la Madonna che chiedeva di rimanere a Matera. Accorsi in quel luogo trovarono un’immagine della Vergine, la collocarono su un carretto e la portarono fino alla cattedrale. Auguri vivissimi a tutti coloro che portano il nome di Bruna e derivati. P. Angelo Sardone