2341. «Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero»

La semina del mattino

2341. «Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero» (At 16,4).

Concluso il Concilio di Gerusalemme, occorreva che le deliberazioni prese, fossero portate nell’itinerario di evangelizzazione e consegnate alle varie Chiese. Paolo, dalla sua parte, se ne occupa abbondantemente e lo fa con la collaborazione di Timoteo, un discepolo che gli sarà molto caro e che poi costituirà vescovo ad Efeso. Essendo di madre giudea e di padre greco, per non avere problemi ed occasioni di scontro con i Giudei intransigenti, Paolo provvide a farlo circoncidere. La scelta di questo comportamento era determinato dal fatto di non volere creare motivi di scontro, non perché fosse necessaria la circoncisione, superata ormai dalla nuova visuale instaurata da Cristo per la salvezza. Comincia così il secondo viaggio missionario che si realizza per terra, visitando le comunità che già si trovavano e dura oltre tre anni dall’anno 50 al 53. Ovunque va Paolo porta le conclusioni del Concilio. È lo spirito del Signore che, come nel cammino dell’esodo degli Ebrei, guida i nuovi evangelizzatori, favorendo una convivenza pacifica tra i giudaizzanti ed i pagani convertiti. Il risultato era sotto gli occhi di tutti: le Chiesa si fortificavano nella fede e cresceva il numero dei cristiani. L’evangelizzazione continua anche oggi con i mezzi che la Chiesa possiede a largo raggio e per tutto il mondo. Non solo il papa, i vescovi, i sacerdoti ed i diaconi, ma tutto il popolo di Dio è coinvolto in quest’opera di salvezza che richiede insieme con l’annunzio, una vita coerente ai valori della fede, dal momento che si «ascoltano più facilmente i testimoni che i maestri» (S. Paolo VI). P. Angelo Sardone