2294. «In verità anche la tua menzogna ti ricadrà sulla testa. Ecco, l’angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano, per tagliarti in due e così farti morire»

La semina del mattino
2294. «In verità anche la tua menzogna ti ricadrà sulla testa. Ecco, l’angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano, per tagliarti in due e così farti morire» (Dn 13,59).

Gli insegnamenti che vengono dalla sacra Scrittura e sono enunziati nel corso della liturgia eucaristica giornaliera, sono davvero efficaci. Attraverso immagini particolari tratti dalla storia del popolo d’Israele e dalla sapienza divina, sono narrati avvenimenti e situazioni che hanno una funzione didascalica. Il libro del profeta Daniele contiene un testo divenuto classico nella riflessione cristiana, la vicenda della casta Susanna sposata al ricco Ioakim ricco e stimato giudeo. La vicenda si svolge a Babilonia e vede protagonisti con l’eroina due vecchioni affamati, assetati ed accecati da una struggente passione sessuale. Il contesto è quello del giardino di Ioakim dove si situano le varie scene: Susanna che passeggia come ogni giorno, due anziani eletti giudici del popolo che la vedono ed ardono di passione sensuale per lei, le pesanti menzogne da loro presentate al marito ed al popolo, il giudizio di condanna frettolosamente elaborato. Il Signore suscita il giovane Daniele che pone ordine all’inchiesta ingiusta e menzognera. Chiamato a raccolta il popolo ed invitato al buonsenso e ad una giusta valutazione del caso, il giovane smaschera uno ad uno i vecchioni promettendo da parte del Signore uno spietato castigo. In questo caso vince la verità. Nella vita sociale di ogni tempo non sempre le cose vanno così: vince con facilità la sopraffazione, la menzogna, l’ideologia perversa, la contrapposizione politica anche senza senso. Chi paga le conseguenze tante volte è l’innocente. Nei contesti sociali e politici di oggi necessita il Daniele di turno per smascherare l’ardente e perversa passione che riguarda la dimensione morale a tutto tondo. P. Angelo Sardone