2293. «Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra»

La semina del mattino

2293. «Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra» (Ez 37,14).

Il profeta Ezechiele viene solitamente detto «il profeta dello Spirito». In alcuni capitoli del suo libro, in analogia a quanto affermava anche Geremia, in maniera diffusa ed efficace presenta il dono dello Spirito Santo che, introdotto nel cuore nuovo, lo rinnova, lo potenzia. Sono classiche le espressioni divenute anche alla portata di tutti con una melodia di facile memoria, che riporta il pensiero di Dio di donare un cuore nuovo nel quale infondere lo Spirito nuovo, che libera dai peccati e dalle sozzure della vita. In particolare la sua azione è visibile ed operativa nella visione delle ossa aride nel corso della quale il Signore stesso promette di ridare vita al popolo d’Israele, che si sente perduto e senza speranza durante l’esilio. Dio promette una nuova vita interiore, una rinascita spirituale, riportando in vita ciò che era spento o morto, garantito dal ritorno nella terra promessa dove si potrà godere della pace e della stabilità dopo la sofferenza dell’umiliazione e dell’esilio, la speranza dopo la disperazione, la fedeltà dopo il rifiuto dell’alleanza. I temi che possono sembrare lontani perché appartenenti ad altre epoche storiche e ad altri contesti, risultano invece attuali e coinvolgenti. La società di oggi che vive diffusamente le tenebre della confusione ideologica, spirituale, relazionale, ha bisogno di fare spazio nel cuore dei credenti per accogliere lo Spirito che porta sempre la novità. La disponibilità alla grazia, però, deve essere sempre piena, per fare in modo che essa operi interiormente e porti i frutti di una maturità cristiana salda, coerente, e protesa verso il regno di Dio. P. Angelo Sardone