La semina del mattino
2288. «Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà» (Ez 47,9).
Una immagine spesso evocata nella Liturgia è quella dell’acqua del tempio, come narrato dal profeta Ezechiele. In particolare nel tempo di Quaresima essa è immagine e segno della grazia che con abbondanza invade il cuore dell’uomo, lo nutre, lo santifica, lo sostiene ogni giorno. Il profeta trascrive con fedeltà l’esperienza vissuta insieme con l’Angelo del Signore che lo porta all’ingresso del Tempio di Gerusalemme, da dove sgorga l’acqua e poi lo fa girare attorno al tempio. Qui avviene la misurazione graduale della consistenza volumetrica dell’acqua con una cordicella, a mille cubiti, volta per volta. Il volume dell’acqua cresce ed il metro di misura è il corpo e le articolazioni inferiori, dalla caviglia, al ginocchio, ai fianchi, fino poi a non poterlo più misurare perché è divenuto talmente abbondante quasi un fiume navigabile. Sulle sue sponde da una parte e dall’altra poi c’è una grandissima quantità di alberi. Le acque abbondanti scorrono verso la regione orientale per entrare definitivamente nel mare onde risanare le sue acque. Pur nel simbolismo, si tratta di cose straordinarie: la vita che viene da Dio rigenera e guarisce. Dove giunge Dio e la sua grazia tutto si trasforma; ciò che è morto o sterile tornare a vivere. «Se hai sete, vieni vicino a me; se hai fede, bevi di me! Fiumi d’acqua sgorgano vivi in te, dal profondo del tuo cuor». Così scrivevo e cantavo oltre un trentennio fa. La vita spirituale, quella vera, alimentata dalla presenza di Cristo e guidata da sacerdoti saggi e generosi, è una benedizione, un’acqua che zampilla per la vita eterna. P. Angelo Sardone