La semina del mattino
2267. «La Parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata» (Is 55,11).
Questo testo negli ultimi decenni è diventato molto noto grazie al rivestimento musicale semplice ed efficace, ad opera del complesso Gen Verde nato ed operante nell’ambito del Movimento dei Focolari. Ciò ha contribuito ad una sua memorizzazione. È parte integrante finale della seconda sezione del libro del profeta Isaia (cc. 40-55). La Parola di Dio, viva ed operante, è personificata, simile ad un messaggero che è stato inviato e che torna dalla spedizione informativa solo dopo aver compiuto la sua missione. Dio, infatti, non parla invano: quando pronuncia una parola essa produce un effetto reale. Quando esce dalla sua bocca essa è azione, compie una missione ben precisa: consola, corregge, cambia il cuore. La similitudine ripresa dalla natura, la pioggia e la neve che scendono dal cielo, la terra che è fecondata, il seme, il pane, intendono richiamare con termini semplici e facilmente accessibili, la verità e l’efficacia della stessa Parola che è viva ed operante, agisce nel silenzio e lentamente, non fallisce mai, procura la vita. È importante per ogni cristiano «dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro» (Leone XIV). Ciò avviene prima di tutto nella Liturgia, nella celebrazione della S. Messa con l’ascolto delle letture e del Vangelo, nella Liturgia delle Ore con la preghiera salmodica ed i tratti scritturistici. Deve svilupparsi però una dimensione interiore di vera accoglienza. P. Angelo Sardone