La semina del mattino
2261. «Tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti!» (Gl 2,12).
Il Tempo della Quaresima, in preparazione al solenne Triduo Pasquale, si apre con l’austero rito della benedizione ed imposizione delle ceneri. Esse sono ricavate dalla combustione dei rami di ulivo adoperati nella Domenica delle Palme dello scorso anno. Il rito penitenziale evoca l’austerità e la caratterizza nei termini di digiuno, preghiera ed elemosina. Tali sono i richiami biblici che provengono dalle letture odierne, che come una overture, annunziano i grandi temi quaresimali. Innanzitutto il ritorno a Dio che deve avvenire con tutto il cuore lacerato a causa dei peccati, con pianti e lamenti, sapendo di andare incontro ad un Dio misericordioso e pietoso. Poi il digiuno, non solo alimentare, ma fatto di rinunzia concreta a tutto ciò che allontana dal Signore. Infine la preghiera sottolineata dall’ambito dell’assemblea sacra e solenne dove tutti entrano a far parte, piccoli e vecchi, sposi e sacerdoti, ciascuno col suo carico di responsabilità. Nota dominante la richiesta di perdono messa sulla bocca dei ministri del sacro. «Ascoltare» e «digiunare» sono due vie che papa Leone XIV indica come sicuri per la realizzazione di un progetto autentico di conversione, in una dimensione comunitaria: l’ascolto della Parola di Dio per farsi coinvolgere da Lui nella mente, nel cuore e nella vita; il digiuno come elemento pratico di accoglienza della Parola e di pentimento reale; il tutto in una dimensione d’insieme, in un cammino condiviso nella famiglia, nella parrocchia, nella comunità sociale. Deve far riflettere il richiamo: «ricordati che sei polvere ed in polvere tornerai!» (Gen 3,19). P. Angelo Sardone