2254. «Per intercessione di Maria, Madre immacolata del tuo Figlio, fa’ che risorgiamo dal peccato alla vita nuova»

La semina del mattino
2254. «Per intercessione di Maria, Madre immacolata del tuo Figlio, fa’ che risorgiamo dal peccato alla vita nuova».

Così la Colletta della Messa odierna, cioè la preghiera iniziale che raccoglie tutte le intenzioni e le offre al Padre nel nome di Gesù, sintetizza la memoria liturgica facoltativa della Madonna di Lourdes. Dall’11 febbraio al 16 luglio 1858 la Madonna apparve ripetutamente ad una fanciulla di nome Bernardetta Soubirous alla grotta di Massabielle, presso Lourdes. Da allora Lourdes è diventato un fenomeno religioso mondiale che attira ogni anno milioni di fedeli. Penitenza, conversione, preghiera e carità sono gli elementi che caratterizzano il messaggio che la Vergine ha voluto lasciare alla Chiesa ed al mondo attraverso una fanciulla ignara della portata del fenomeno a conclusione delle apparizioni. Dopo aver fatto scaturire prodigiosamente una fontana di acqua e compiuto interventi prodigiosi, la bella Signora rivelò il suo nome: «Io sono l’Immacolata concezione», un termine che Bernardetta non poteva assolutamente capire, ma che era stata quattro anni prima, una solenne definizione dogmatica che Pio IX aveva proclamato. La conferma dal cielo oltre a ratificare il pronunciamento del Vicario di Cristo, si poneva in continuità con quanto era avvenuto 12 anni prima, sempre in Francia a La Salette, con analoga unica apparizione della Madonna a due pastorelli. Lourdes è un punto di riferimento mondiale per sani ed ammalati ivi portati con diverse organizzazioni nazionali. La sosta nel silenzio alla Grotta, il mistero dell’Eucaristia, il bagno alle piscine, le grazie ed i prodigi materiali e spirituali che si verificano, le confessioni, sono tutti sinonimi di conversioni frequenti. «La vera devozione a Maria consiste nell’esatta osservanza della legge cristiana» (S. Annibale M. Di Francia) se si accoglie il messaggio di conversione e penitenza e si cambia davvero la propria vita. P. Angelo Sardone