La semina del mattino
2248. «Osserva la legge del Signore, tuo Dio, procedendo nelle sue vie ed eseguendo le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e le sue istruzioni» (1Re 2,3).
È questo il testamento ed il lascito di Davide a suo figlio Salomone, prima di morire, legato alla promessa di Dio di assicurare la sua discendenza con una buona condotta. L’osservanza della Legge di Dio ed il cammino nelle sue vie sono state le coordinate della vita e della testimonianza eroica della nobile S. Agata di Catania, martire del III secolo. Aveva solo 15 anni quando consacrò a Dio la sua verginità ricevendo dal vescovo il velo rosso che attestava questa sua scelta. Come in casi analoghi, il proconsole Quinziano che si era invaghito di lei, l’accusò di vilipendio alla religione di stato e la condusse in processo senza giungere a risultato alcuno. Una donna di facili costumi cui era stata affidata aveva riconosciuto in lei una «testa più dura della lava dell’Etna». Fu ferocemente torturata con lo strappo del seno con tenaglie enormi. Sopravvenne la guarigione e l’ulteriore condanna ad essere bruciata viva, cosa impedita da un terremoto sopravvenuto. Portata in cella morì qualche ora dopo. Così attesta il racconto della sua passione. Immediatamente si sviluppò il culto in sua memoria, attestato anche dalla visita che fece S. Lucia insieme con sua madre. «Vittoriosa pazienza con la quale rimase salda nella fede» (S. Gregorio Magno), «mente santa, spontanea, onore a Dio e liberazione per la patria» (Pio XII) sono alcuni termini che sposano bene la sua testimonianza e l’efficacia della sua fede eroica. Il suo nome, dal greco significa «buona». Auguri a tutte coloro che portano questo bel nome che evoca non solo una bontà di cuore, ma anche di fede e di azione. P. Angelo Sardone