La semina del mattino
2244. «Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele» (Sof 3,12-13).
La Parola odierna tratta dal profeta Sofonia si muove sull’onda del cercare, una esortazione rivolta ai poveri della terra, esecutori dei comandi di Dio. Due, dopo il Signore, sono gli oggetti della ricerca: la giustizia e l’umiltà, in vista di un sicuro riparo nel giorno ultimo del Signore e del suo giudizio. Un popolo umile e povero sarà il «resto di Israele» nel tempo della sua storia e nell’attualità. Gli elementi che lo contraddistinguono sono la confidenza nel Signore e la fedeltà a Lui, evitando di commettere iniquità e far uso della menzogna. Sarà ceduto il passo ad una bocca pulita e ad un pascolo sicuro. Il piccolo gruppo è quello che si mantiene fedele e sussiste dopo il giudizio e le prove: non i potenti, ma gli umili che esprimono una fiducia totale in Dio, non nelle forze proprie, nel potere o nelle alleanze. Si tratta di un messaggio di speranza col quale il profeta del «giorno del Signore» intende avvertire Giuda che i suoi giorni stanno volgendo al termine ed il giudizio, ormai imminente, si abbatterà tra poco per mano del re Nabucodonosor. L’intera vita dell’uomo si muove sulla ricerca continua per garantire una vita dignitosa sulla terra, nella salute fisica e nella piena realizzazione. Le meraviglie della natura e del creato ancora nascondono realtà affascinanti tutte ancora da scoprire. In esse il Signore ha riversato la grandezza del suo amore e della sua potenza creativa. L’intelligenza dell’uomo, se corredata da opportuna umiltà e fiducia in Dio, da necessario buonsenso e salvaguardia del creato e della vita umana nella sua più piena dignità, può continuare a raggiungere mete straordinarie di progresso e consegnare all’intera creazione un futuro di pace e di benessere. P. Angelo Sardone