La semina del mattino
1993. «Il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo» (At 16,14).
Dopo aver ricevuto la visione di un macedone che lo supplicava di andare ad aiutarli, Paolo insieme con Luca il cronista ed autore degli Atti degli Apostoli che qui, come in altre parti, lo attesta col plurale «noi», si dirige proprio in Macedonia e propriamente a Filippi, la prima città del distretto e colonia romana. Qui si fermano alcuni giorni. Il sabato si portano lungo il fiume, dove ritenevano che si facesse la preghiera e parlano alle donne ivi radunate. Probabilmente erano state convocate da Lidia, una venditrice di porpora che proveniva dalla città di Tiatira, tra Sardi e Pergamo, una donna pia, devota e benestante che aveva saputo di Paolo ed eludendo la disapprovazione della sinagoga locale aveva organizzato l’incontro. Paolo parla liberamente e le sue parole colpiscono al cuore l’uditorio e particolarmente Lidia che chiede di essere battezzata insieme con quelli della sua famiglia e costringe i missionari a fermarsi a casa sua. L’esperienza di Paolo si ripete costantemente nella vita della Chiesa e nell’opera di evangelizzazione dei missionari di tutti i tempi. Nei diversi ambienti ci sono sempre persone disponibili e generose che si fanno promotori di incontri e facilitano l’azione dei missionari con il loro entusiasmo e la loro opera di mediazione. Io stesso che da una vita sono impegnato nel servizio di evangelizzazione della preghiera e della azione per le vocazioni, vivo sistematicamente queste esperienze che anche dal punto di vista umano sono molto forti e possono costituire un ottimo terreno di stabilità formativa e carismatica per i laici. Naturalmente occorre sempre tanta prudenza e discernimento perché si possa passare dall’entusiasmo passeggero ad una scelta ben precisa di formazione seria e continuata attraverso la grazia dei sacramenti e della preghiera. P. Angelo Sardone