IVª di Quaresima

IVª di Quaresima, domenica in “Laetare”. Il Signore che vede il cuore e non le apparenze, sceglie come re d’Israele l’ultimo dei figli di Iesse, Davide, un giovane pastorello, fulvo, con occhi di bell’aspetto. Samuele lo unge; lo Spirito Santo irrompe su di lui e lo rende re e profeta. Gesù con la saliva ed il fango guarisce il cieco nato che chiedeva l’elemosina e gli ordina di andare a purificarsi nell’acqua della piscina. Occorre agire di giorno e non di notte, dice, nella luce della grazia e non nelle tenebre del peccato. Non importa se la sua cecità è frutto del peccato suo o dei suoi genitori: il cieco ora ci vede, proclama la sua fede nel Figlio dell’Uomo e gli si prostra dinanzi. Tutto il resto è solo retorica giuridica ed attacchi polemici a Gesù perché non osserva il sabato. S. Paolo ammonisce che le opere della luce sono ogni bontà, giustizia e verità, al contrario delle opere delle tenebre, che non solo sono infruttuose e vergognose e per questo sono condannate apertamente. La luce le rivela tali. La cecità umana, conseguenza del peccato, viene guarita da Cristo, luce del mondo. La luce è gioia! La gioia è luce! Portala a chiunque incontri sul tuo cammino! P. Angelo Sardone